Un viaggio di cinque giorni in Danimarca alternando a Copenaghen altri posti meravigliosi. Roskilde con le sue navi vichinghe, Helsingør e il suo castello di Amleto e l’isola di Møn con le sue bianchissime scogliere sul mar Baltico (Møns Klint).

In questa quarta giornata raggiungiamo in treno la città di Helsingør per visitare il castello di Amleto; infine riprendiamo il treno per raggiungere la seconda tappa: la città vichinga di Roskilde.

Se siete curiosi sulle altre tappe potete cliccare qui: primo giorno Copenaghen, secondo giorno Copenaghen/Louisiana Museum, terzo giorno isola di Møn

Helsingør e Kronborg (Castello di Amleto)

Arriviamo ad Helsingør di buon’ora e subito dobbiamo affrontare una sfida dalla quale ne usciamo con tanta fiducia nella gentilezza dei Danesi. I locker in stazione sono fuori uso e noi necessitiamo assolutamente di un posto dove lasciare i nostri bagagli che altrimenti ci impedirebbero di girare tranquillamente per la città. La soluzione è semplice ed a portata di mano: lungo la strada verso Krønborg, c’è l’info point della città che con una telefonata al castello ci assicura un locker a disposizione per tutta la giornata con la possibilità di uscire e rientrare senza problemi!

Riusciamo a scampare la fatica di trascinarci la valigia sui sanpietrini di cui la città è tappezzata!

E poi eccolo proprio come nei cartoni animati: per arrivare al castello c’è il fossato da attraversare. Il fiume infatti protegge il castello della città dagli attacchi nemici, ma noi veniamo in pace e finalmente siamo dentro!

Kronborg, il castello di Amleto

Dal 2000 il castello è inserito nella lista dei patrimoni UNESCO ed è un luogo che affascina soprattutto per il mistero che aleggia dietro la figura di Shakespeare: non si sa infatti con certezza se il drammaturgo e poeta inglese abbia mai soggiornato a Krønborg, ma una cosa è certa, che il castello è stato l’ambientazione della sua famosa opera, l’Amleto.

Il castello è stato costruito nel 1420 e ha rivestito un ruolo importante nella storia Danese: trovandosi sullo stretto di Øresund, tutte le navi di passaggio verso il Mar Baltico avevano l’obbligo di pagare un pedaggio al castello, rendendo quindi Helsingør una città importantissima nelle rotte del nord Europa.

Abbiamo deciso di visitare il Krønborg senza usufruire delle numerose visite guidate a disposizione e ci siamo “perse” tra le numerose stanze del castello e le ricostruzioni delle varie ambientazioni dell’epoca. Tutto molto accurato e realistico.


Le “casematte” di Kronborg

La parte più suggestiva della visita è sicuramente quella dei sotterranei del castello: l’ambiente, piuttosto umido e in penombra, ci riporta decisamente ad atmosfere d’epoca. Le casematte venivano utilizzate anche come riparo per i soldati che potevano essere contenuti fino a un numero di mille e resistere anche ad assedi molto lunghi.

Inoltre, le casematte sono dominate dalla gigantesca statua di Ogier il Danese: personaggio leggendario che si crede dimori tutt’oggi nel castello. Ogier ha una barba lunga che addirittura coprirebbe il pavimento delle casematte e servirebbe al leggendario vichingo per addormentarsi. Ogier il Danese, secondo la leggenda dovrebbe dormire fintanto che la Danimarca dovesse trovarsi in pericolo: a questo punto si dovrebbe svegliare per difendere il suo popolo!


La Torre del Cannone

Ultima tappa del castello per noi è la torre: 145 scalini a chiocciola e siamo in alto a goderci il panorama. Da una parte c’è la città di Helsingør che a breve scenderemo a visitare, e dall’altra parte si vede chiaramente la costa svedese. Che emozione trovarsi di fronte al mare, che è sempre mare, ma in fin dei conti è diverso dal nostro!


Street food market e città di Helsingør

È ora di pranzo e sulla torre ci appaiono due italiani che chiacchierano tra loro. Uno ci pare di capire che abiti in città da un po’ di tempo e noi ci affidiamo, con discrezione, alla loro conversazione: parlano di uno street food market lì vicino (vaerftets madmarked). Chi siamo noi per ignorare il consiglio? Lo raggiungiamo a piedi e veniamo catapultati in un posto colorato e profumato.

Tutte (o quasi) le cucine del mondo sono lì e appaiono autentiche. Questi posti diventano il crocevia di più culture e decisamente questa cosa mi piace! Inutile (o forse no) dire che gli street food market sono una buona opportunità di spendere poco rispetto ai prezzi dei ristoranti della Danimarca (anche se io personalmente, viaggiando, non voglio privarmi di nulla!).

A pancia piena finiamo il nostro giro in città che ci appare piccolina e abbastanza affollata. La giornata di sole rende tutto più ridente. Ci imbattiamo anche in alcuni murales e sembra quasi che la street art ci insegua ovunque andiamo! Finito il giro, torniamo al castello, recuperiamo la valigia e ci dirigiamo in stazione pronte a prendere il treno per Roskilde. Per questa città nutriamo grandi aspettative.


Roskilde, primo impatto

Arriviamo a Roskilde e subito raggiungiamo il nostro alloggio. Questa volta la scelta non è stata delle migliori: pulizia scarsissima e proprietario presente in casa ma chiuso in camera al limite dell’inquietante. Va bene, non ci perdiamo d’animo, dormiremo sopra il copriletto e domani ce ne andremo.

Usciamo a farci un giro e non capiamo se siamo in una zona di periferia o se la calma sia (estremamente) di casa. Eppure siamo nella zona del porto, a cinque minuti dal museo delle navi vichinghe (attrazione importantissima in città). Passeggiamo e raggiungiamo un parco: gli abitanti di Roskilde sono più o meno tutti lì! C’è un concerto, vari gruppi si alternano sul palco, genere rap. Compriamo un hot dog, delle patatine in busta e una birra, prendiamo posto sul prato, come fanno tutti i locals. Rilassante, aspettiamo il tramonto, ma ormai si sa, il tramonto arriva tardi.

Fantastichiamo sul Roskilde Festival, che ogni anno si tiene in città nel mese di luglio e ci chiediamo quale sia la sua location, e magari un giorno sarebbe bello venirci. Sempre pensando al festival pensiamo a quello che ci aspetta l’indomani: Ragnarock! Ma per adesso nessuna anticipazione.

Lasciamo il concerto, che probabilmente volge al termine, o quasi. Andiamo verso il porto dove assistiamo ad un tramonto mozzafiato: tra le barche il sole scende nel mare. Il cielo è rosso e lentamente ci godiamo il passaggio dal giorno alla sera. Che stranezza vedere calare il sole così tardi. Silenzio, quiete.


Reel riassuntivo

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