Un viaggio di cinque giorni in Danimarca alternando a Copenaghen altri posti meravigliosi. Roskilde con le sue navi vichinghe, Helsingør e il suo castello di Amleto e l’isola di Møn con le sue bianchissime scogliere sul mar Baltico (Møns Klint).

In questo quinto giorno siamo nella città di Roskilde per vedere due cose principalmente: il museo delle navi vichinghe e il Ragnarock.

Ma procediamo con ordine. Intanto se avete voglia di recuperare i giorni precedenti cliccate qui: primo giorno Copenaghen, secondo giorno Copenaghen/Louisiana Museum, terzo giorno isola di Møn e quarto giorno Helsingør.

Quarto giorno a Roskilde: Museo delle navi vichinghe

Prima tappa di questo quarto giorno a Helsingør è il Museo delle navi vichinghe (Viking Ship Museum). Prima di entrare nel museo ci accorgiamo che già molte navi si possono osservare dal porto e che nell’area attorno ci sono diversi capannoni o ricostruzioni di ambientazioni d’epoca.

Facciamo il biglietto, lasciamola nostra valigia in custodia all’info point del museo e iniziamo questa visita.

Questo museo è molto importante: il concetto fondamentale è che senza la navi i Vichinghi non avrebbero potuto costruirsi il loro importante pezzo di storia. Grazie alla loro abilità di navigatori e con le loro possenti navi, i Vichinghi sono stati in grado di navigare nelle acque dei Mari del Nord Europa e di scoprire nuove terre in lungo e in largo per la Scandinavia.

Per questo motivo il museo ripercorre la storia vichinga partendo da cinque antiche navi che furono scoperte a Peberrende, un canale naturale di un fiordo che si trova nella località di Skuldelev, a 20 km di distanza dalla città di Roskilde.

Le cinque imbarcazioni sono state costruite con materiali diversi e avevano funzioni diverse. La Skundelev 1 per esempio, costruita in legno pino, quercia e tiglio, serviva a un gruppo di mercanti per commerciare nelle acque del Mare del Nord; la Skundelev 2 era una nave da guerra, costruita interamente in legno di quercia; la Skundelev 3 serviva per il commercio sulle coste danesi o al massimo nel Mar Baltico; la Skundelev 5 è una nave da guerra piccola, la più piccola della flotta vichinga, costruita in legno di quercia, pino, frassino e ontano; infine la Skundelev 6, costruita in legno di betulla, pino e quercia, serviva probabilmente per la pesca e per la caccia alle balene e alle foche.


Un museo ricco di esperienze

A rendere interessante questo museo è l’interattività di cui si può godere lungo tutto il percorso, evitando che diventi solo una visita nozionistica. Ad esempio, nelle aree esterne sono ricostruiti i villaggi vichinghi con tende, abiti e utensili che ci riportano a circa 1000 anni fa: qui si possono praticare alcune attività dell’epoca dai giochi a quelle della vita quotidiana.

In un capannone invece si tiene un laboratorio di costruzione di imbarcazioni in legno: i bambini imbracciano seghetti, chiodi, martelli e piano piano (con un’eccezionale manualità e autonomia) costruiscono le loro “piccole navi” vichinghe che possono portare a casa o lasciare galleggiare in una vasca.

Infine è possibile partecipare ad un giro su una nave vichinga: attenzione a controllare gli orari di partenza sul sito!

Seconda tappa: Ragnarock – Museet for pop, rock og ungdomskultur!

Con una buona dose di adrenalina ci spostiamo con un bus verso il Ragnarock, museo di musica pop, rock e di cultura giovanile di Roskilde.

Siamo nel quartiere Musicon, un po’ fuori rispetto al centro città. Per la precisione, in questa zona un tempo si trovava un cementificio. Oggi invece il quartiere è stato riqualificato e tutto gira attorno all’arte, con manifestazioni ed iniziative ricreative. Lo stesso Ragnarock è l’emblema del grande investimento culturale che la Danimarca attua costantemente.

Il museo Ragnarock occupa solo una piccola parte di quello che deve diventare l’ampio complesso di 11.000 metri quadrati: secondo il progetto, oltre al museo è prevista una scuola pubblica e la sede centrale del Festival di Roskilde.

E poi eccolo, il grande edificio dorato del museo, che già da fuori è un capolavoro architettonico. Un tappeto rosso enorme accoglie i visitatori e una volta dentro, tutto è rosso e di velluto, andando a richiamare la parte interna di una custodia per chitarra. La musica si fa architettura e arredamento: il connubio tra questi aspetti è fantastico e sicuramente ben riuscito!

All’interno il museo offre un percorso di scoperta della musica pop e rock danese e internazionale a partire dagli anni Cinquanta fino ai nostri giorni. Ma non è solo musica, ovviamente è anche tutto quello che ruota attorno alla musica: è il movimento giovanile, la cultura, l’arte in generale.

Ci sono anche alcune sezioni in cui si spiegano gli aspetti tecnici e in ogni area del museo il visitatore è invitato ad interagire e ad entrare letteralmente nella musica. Io personalmente mi sono divertita tantissimo a “giocare” e scoprire ogni singolo angolo di questo museo.


Il Roskilde Festival e l’anno della tragedia

Nella storia della musica danese purtroppo c’è un evento tragico che ha cambiato il discorso mondiale sulla sicurezza ai concerti, e al Ragnarock non poteva mancare un’area interamente dedicata al festival, ma soprattutto a questa tragedia.

Nel 2000, durante il concerto dei Pearl Jam al Roskilde Festival, a causa del maltempo e del terreno diventato estremamente fangoso, accadde una tragedia che coinvolse molti giovani che si trovavano sottopalco. Purtroppo nove ragazzi scivolando nel fango vennero travolti e schiacciati dalla calca. I Pearl Jam ne sono usciti profondamente segnati dichiarando di sentirsi colpevoli per la sicurezza che è venuta completamente a mancare.

Il museo quindi ricorda l’accaduto con video di repertorio e testimonianze di chi al festival ha preso parte, oltre alle parole e il ricordo di Eddie Vedder e della sua band.

Nonostante la perdita e il lutto, il Roskilde Festival rimane un grande evento musicale del Nord Europa che vede i suoi inizi negli anni ’70. Ad oggi il festival a visto esibirsi grandissimi nomi da Bjork agli Oasis, dai Radiohead a Blur, ai Cure, ai red Hot Chili Peppers, e ovviamente tanti e tanti altri.


Ritorno a Roskilde

Torniamo a Roskilde, in tempo per pranzare: ci fermiamo in un posticino che fa solo smørrebrød e ne assaggiamo di gusti diversi!

Dopo pranzo visitiamo la Roskilde Domkirke (la cattedrale di Roskilde): la prima cattedrale gotica costruita in mattoni rossi e, dalla sua costruzione, lo stile gotico laterizio si diffuse in tutta l’Europa Settentrionale. È stata costruita tra il XII e il XIII secolo e dal 1995 è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

La cattedrale inoltre è importantissima nella storia del Paese perché il luogo di sepoltura dei reali dal XV secolo e al suo interno è possibile visitare cappelle, cripte e tombe. All’interno della cattedrale sono presenti anche reperti storici legati alla monarchia danese.

E noi passando di sepoltura in sepoltura, ci siamo lasciate prendere dalla dinastia reale danese, dai matrimoni e dai loro legami. La visita è stata molto interessante tanto più che è un capitolo storico poco conosciuto, almeno per me.


Ritorno a Copenaghen

La nostra giornata sta per finire, è ancora pomeriggio e il tramonto è lontano. Riprendiamo un treno verso Copenaghen per l’ultima notte. Questa volta alloggiamo in un posto fighissimo, o almeno per noi lo è perché è la prima volta: al City Hub Copenaghen. Praticamente dormiamo nelle capsule: una soluzione comoda e claustrofobica per chi non sopporta gli spazi chiusi e piccoli, ma per fortuna non è il nostro caso. Lo spazio è piccolo e basta per un letto e forse un metro quadrato per camminare! Bagni e spazi in comune pulitissimi, io onestamente consiglio di fare questo tipo di esperienza!

Finiamo il nostro viaggio a Nyhavn che è un quartiere che ruota attorno all’omonimo canale. È noto per le sue case colorate ed un posto veramente suggestivo al tramonto e quando cala la sera.

Decidiamo di cenare in stile danese: con qualcosa take away e una birra. Prendiamo un hot dog buonissimo in un chiosco sul canale e ci sediamo proprio di fronte alle casette colorate. E qui arriva il bello, nemmeno il tempo di fare due o tre bocconi ed eccolo il gabbiano vorace che ci attacca: per la precisione io ne esco illesa, ma vi assicuro che la mia compagna di viaggio ad oggi ha un altro ricordo dell’accaduto. Con un balzo all’indietro da seduta riesce a salvare il suo costosissimo hot dog, forse si fa anche un po’ male!

Ho visto il terrore nei suoi occhi, ma a cena salva ci facciamo una risata e salutiamo con questo aneddoto una città stupenda e un paese meraviglioso.

La Danimarca è il mio posto, tornerò presto!

Reel riassuntivo

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